spiegazione“il giudizio”
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La scultura è lasciata “al grezzo” in quanto non ha valore estetico ma solo simbolico. Si vedono un gruppo di bue muschiati rivolti verso il centro; nella metafora dell'opera tentano di definire-inquadrare la cosa “strana” che hanno difronte (una scarpa su un tavolo). Spinti dal bisogno di capire-sapere, non si accorgono che attraverso il loro atteggiamento creano muri, laddove inizialmente esistevano solo ampi spazi da esplorare. Due dei 16 buoi, intuiscono che probabilmente la fermezza del giudizio non crea altre vie di espansione, quindi decidono di lasciare il giudizio per intraprendere la strada dell'ipotesi, del teorico,della possibilità; in quanto apre strade verso il nuovo. Il giudizio è quindi da me visto come un bisogno innato, ma che usato inconsapevolmente può trasformarsi in un limite: soprattutto se tratta questioni non tangibili, verificabili. Un altro aspetto del giudizio è il fatto che se è suffragato da molti, tale “verdetto” diventa vero-reale per tanti, anche se in realtà non lo è..., sarebbe sufficiente solo questo fatto per sforzarsi a mantenere un punto di vista unico individuale su varie questioni del quotidiano. Un punto di vista unico ed individuale porta ad una visione del mondo che è ORIGINALE della persona che lo produce. Questo atteggiamento non volta le spalle al gruppo di appartenenza, ma altresì lo arricchisce, perché apre nuove vie verso nuovi ed inesplorati territori.